Oggi vorrei condividere con tutti voi alcune mie riflessioni sulla eliminazione della tassa ICI, da poco attuata rispettando le promesse prese dall’attuale governo nella passata campagna elettorale.

Ma andiamo con ordine. Per parlare dell’ICI, bisogna innanzitutto capire di cosa si tratti.

Wikipedia ne spiega in maniera esauriente ma sintetica il concetto:

L’Imposta comunale sugli immobili meglio nota con l’acronimo”ICI” è un tributo statale che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili della Repubblica Italiana.

Nata come Imposta straordinaria sugli immobili, ha preso la forma attuale con il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, l’ICI si è rapidamente evoluta divenendo una delle entrate più importanti nel bilancio dei comuni italiani, sostituendo trasferimenti di fondi dallo Stato centrale.

L’ICI è un’imposta sul patrimonio immobiliare; non è progressiva come le imposte sul reddito, ma grava sul valore del fabbricato con una percentuale fissa decisa dal Comune con una apposita delibera del Consiglio comunale, da emanarsi entro il 31 dicembre di ogni anno con effetto per l’anno successivo. Un elenco aggiornato di queste delibere è disponibile sul sito dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani).

In parole ancora più povere, si tratta di una tassa che il comune impone ad una persona che POSSIEDE (non è detto che ACQUISTI) un bene immobile sul proprio territorio di competenza. Questa imposta non varia (rimane sempre fissa nel tempo), e viene decisa dal Consiglio comunale in maniera proporzionale al bene immobile acquistato (persone con la “casa più grossa” pagheranno maggiormente rispetto ad altre con proprietà più piccole).

Questa tassa, sempre come spiegato da Wikipedia, rappresenta l’entrata maggiore nel bilancio comunale: ciò significa che i conti dei comuni italiani rimangono ben “forniti” proprio grazie a questa imposta.

Continuando l’articolo di Wikipedia dedicato all’ICI, si arriva a leggere la parte che riporta la decisione chiave che ha intrapreso il nuovo governo nei suoi primi mesi di vita:

Nella campagna elettorale 2008, Silvio Berlusconi (in seguito nominato Presidente del Consiglio) aveva inserito l’abolizione dell’ICI sulla prima casa tra i primi provvedimenti del nuovo governo, attuandola con l’emanazione del D.L. 93/2008, entrato in vigore il 29 maggio 2008.

Questa tassa è stata perciò eliminata per volere del nuovo governo. Una decisione quasi storica, in quanto l’ICI esiste da molto tempo.

A prima vista, la decisione rende davvero felici: niente più tasse da pagare per vivere a casa propria, niente più soldi in più da spendere per coltivare il proprio campo. Io stesso reputo la tassa ICI una ingiustizia: devo pagare i soldi al comune per il resto della mia vita solo perchè vivo in una casa che è già mia? Se compro un campo per coltivarci patate, perchè oltre alla spesa dell’acquisto dovrò essere legato a vita al pagamento di tasse al comune?

Si ha quasi la sensazione che nonostante uno acquisti un bene (e lo acquisti a caro prezzo, aggiungerei), quel bene non sia mai realmente suo, ma sempre dello “Stato Italiano”.

Successivamente all’abolizione, poi, è stato preso un ulteriore provvedimento, che rientrava nel famoso “Pacchetto sicurezza”: come tutti sapranno i poteri dei sindaci sono stati incrementati, per dare loro la possibilità di gestire meglio il territorio comunale che presiedono sotto l’aspetto della “Sicurezza e ordine pubblico” (o questa almeno è stata la motivazione generale del governo alla decisione).

Abolizione della principale fonte di ricchezza dei comuni + un maggiore potere di gestione ai sindaci…non credete sia un mix assolutamente letale?

Eh si, perchè a quasi 3 mesi dall’abolizione dell’ICI, in concomitanza con il nuovo “tipo di sindaco”, ne stiamo putroppo subendo gli effetti. E che effetti.

Si sente perciò parlare della cosiddetta “ESTATE DEI DIVIETI”, ovvero quella assurda crociata fatta di strambe leggi al limite del ridicolo (e, direi, a volte quasi impossibile da non infrangere) che i comuni italiani hanno iniziato. Facendo pagare il solito povero cittadino.

Tra il divieto di camminare con gli zoccoli, la proibizione a frequentare il parco di Novara in più di 2 persone, l’assoluto divieto indetto a Voghera a sedersi sulle panchine dopo le 23 (direi assurdo!) e chi più ne ha più ne metta, non ci si raccapezza più.

Io stesso ne ho notato gli effetti qui nel mio paese alle porte di Milano: è da circa un mese, con una frequenza mai vista e con lucida follia che i Vigili urbani piazzano i loro autovelox nei posti più disparati, in attesa di fregare (perchè di fregare si tratta a mio parere), qualche automobilista magari un poco distratto di ritorno dal lavoro.

E dunque, detto tutto ciò, I dubbi che sorgono sono due: o i sindaci sono stati presi da un’irrefrenabile aria di buonumore e vogliono divertirsi a più non posso, o vogliono comunque divertirsi, ma nel contempo riguadagnare i soldi persi con l’ICI in modi che definirei quasi “non cristiani”.

Qui paga sempre l’onesto cittadino. Perchè guardacaso se capita che da una parte si inizia a risparmiare per l’eliminazione di qualche imposta, poi puntualmente compare misteriosamente qualcosa che tende a farti pagare di più.

L’Italia è l’Italia, signori. E ho detto tutto.



One Response to “Discussione sull’ICI”  

  1. Salve, mi contatteresti all indirizzo nightwisher89ita@hotmail.it ? V orrei farti partecipe di una iniziativa di blogger wordpress ;)

    ps. bell’articolo !!


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