Il pranzo della Domenica è sacro, si sa.

Solitamente non rappresenta solo una sana, allegra e abbondante abbuffata, ma nella maggior parte dei casi anche un conviviale (e pallosissimo) rincontro con parentela varia: zii, cugini, fratelli e sorelle, o iperaffettuosi nonni che non aspettano altro di paciugarsi i loro nipoti.

Mentre ieri, verso le 13.30 circa, in mezza Italia si consumava tutto ciò, io ero in auto, diretto verso uno dei più bei ristoranti giapponesi che abbia mai visto. E, credetemi, io ne ho visti molti.

Si perchè, se c’è una cosa nella mia vita di cui io vado letteralmente pazzo, è sicuramente il Sushi.

A mio parere, il Sushi non è soltanto un cibo. E’ una forma d’arte. Prendere una pallina di riso appiccicoso, del pesce crudo e un po’ di verdura, e saperne fare dei bocconcini così eleganti e gustosi, come la volete chiamare se non arte?!?

Se il tutto poi è condito con un’atmosfera assolutamente suggestiva come quella del particolare ristorante in questione, beh, è davvero il massimo.

Ho davvero goduto, ieri. Goduto, con la G maiuscola.